Vendita emulsioni e conglomerati bituminosi

La società Lezzi S.u.r.l. ha montato presso la Zona Industriale di Surbo (Lecce) l’ultimo impianto per concezione ed innovazione nel campo della produzione di emulsioni e conglomerati bituminosi naturali e modificati.

L’ing. Matteo Lezzi, ingegnere civile delle infrastrutture, a seguito di un programma sperimentale di ricerca presso il Dipartimento di Infrastrutture, dell’Ambiente e del Territorio (DIATI) del Politecnico di Torino per il conseguimento della laurea magistrale con tesi nel campo delle pavimentazioni modificate (in particolare con il recupero di polverino di gomma), ha deciso di investire nella ricerca di nuove miscele bituminose innovative, ecologiche e quindi a basso impatto ambientale in termini visivi ed in termini di emissioni del processo produttivo.

Da qui nasce l’idea di realizzare un proprio laboratorio innovativo, interno alla società, che permetta un controllo puntuale del processo e delle proprietà meccaniche, geometriche, fisiche e chimiche delle miscele e degli additivi naturali sotto studio, al fine di eseguire il mix design in modo completo, approfondito e completamente in home.

Grazie alle componenti sopra descritte, la società Lezzi S.u.r.l. si candida come pilota per innovazione, ricerca, produzione e vendita di miscele bituminose innovative, modificate e naturali, in tutta la Puglia.

L’esperienza della società nel campo delle infrastrutture consentirà ai clienti dell’impianto di conglomerato bituminoso Lezzi S.u.r.l., la possibilità non solo dell’acquisto del materiale ma anche del trasporto e della sua posa in opera per mezzo rispettivamente degli ultimi ritrovati nel settore di autocarri, macchine spruzzatrici automatiche per la stesa di emulsioni bituminose (acide e basiche), vibro-finitrici per la posa del conglomerato, rulli compattatori per la sua compattazione e, nel caso di rifacimenti di strade esistenti, macchine fresatrici per l’attività di fresatura delle vecchie pavimentazioni.

Inoltre tutto il materiale fresato proveniente dall’attività di fresatura delle pavimentazioni potrà essere contestualmente recuperato, frantumato vagliato e riutilizzato, recuperandolo al 100%, nel processo produttivo delle nuove miscele bituminose, chiudendo il ciclo produttivo ad impatto zero.